In Hippocratis Epidemiorum VI tradotto da Giovanni Battista Rasario: In sextum librum Hippocratis De vulgaribus morbis

Traduzione dal greco di Giovanni Battista Rasario


Traduzione piĆ¹ ampia: aggiunta di parte del libro VI e dei libri VII e VIII.


Data: 1562


Inc. testo: Depravarunt plerique interpretes sextum Hippocratis de morbis vulgaribus


Expl. testo: quae ratio nobis suppeditat, et longus usus peritiaque commonstrat


Fonte: 1562-63 Venezia, Valgrisi (ed. completa)


Note
Il Commento a Epidemie VI, composto in otto libri da Galeno, circolò in Occidente sempre in una versione mutila, data dai libri I-V, con parte del VI; da questa versione discesero le tre traduzioni latine, tutte di età umanistica, fatte da Giunio Paolo Grassi, Vittore Trincavelli, e Jean Vassé. Più tardi, Rasario pubblicò una nuova traduzione latina, provvista della parte mancante del libro VI nonché dei libri VII-VIII, mostrando di aver recuperato l'originale greco nella sua interezza e di tradurlo per la prima volta. Questa traduzione apparve nell'edizione completa di Galeno stampata da Valgrisi e nell'edizione singola del Commento agli Umori del 1562. Fu inoltre ristampata a Saragozza nel 1567. La parte inedita del Commento a Epidemie VI venne accolta nelle Giuntine dal 1586. Anche questo falso di Rasario fu smascherato da E. Wenkebach, che ne dimostrò la dipendenza dal commento di Palladio (cfr. Wenkebach-Pfaff 1956, CMG V 10, 2,2, XXIII-XXV).


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Autore della scheda: Fortuna e Savino (2023)